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Lo sviluppo delle moto da competizione: dalla libertà al dirigismo tecnico

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Com’è cambiato il mondo delle moto da competizione con l’avvento dei Promoter

Nella MotoGp e SBK si rimane interdetti quando si osserva la velocità con cui i regolamenti tecnici vengono modificati nel corso della stagione di corse. Questa attività regolamentare frenetica ha una serie di ragioni che trascendono il fatto puramente tecnico ed è legata indissolubilmente all’ingresso della figura del Promoter nel mondo delle competizioni. Il Promoter è per definizione un impresario che cura l’organizzazione di grandi spettacoli, da quali ricava i suoi guadagni. Essendo un professionista, gestisce la sua impresa per ricavare il massimo degli utili. Quando il Promoter si interessa di avvenimenti sportivi, il suo interesse è focalizzato sulle fortune economiche dello spettacolo in sé e molto meno sui valori sportivi, che sono invece la sostanza che cerca lo sportivo che partecipa all’evento, direttamente o guardandolo alla televisione. Questo vale ormai per tanti sport, dal calcio alla F1, alla Coppa America ed anche al motociclismo. Prima dell’avvento dei Promoter che, non dimentichiamolo, hanno innalzato il livello generale del nostro sport, la situazione era completamente diversa.

Fino agli anni ’90 la Federazione Motociclistica Internazionale si muoveva con molta prudenza nel campo della regolamentazione tecnica, tanto da essere a volte accusata di immobilismo. Le norme tecniche venivano proposte alla Commissione Tecnica, che si riuniva per discutere e decidere solamente due volte all’anno, prima e dopo la stagione di corse. La Commissione era arricchita da alcuni grandi ingegneri, quali ad esempio Walter Kaaden, il padre del motore due tempi moderno, o Sandro Colombo. Al suo interno si discuteva di argomenti tecnici quali l’equivalenza del turbo o del motore Wankel, l’equivalenza del rumore percepito tra due tempi e quattro tempi e non si interveniva sulle norme tecniche particolari se non in casi eccezionali, più che altro legati alla sicurezza. E’ in questa situazione, prolungatasi per decine di anni, che la classe 500 si è potuta sviluppare in maniera strepitosa, libera da condizionamenti tecnici volti ad indirizzarne il progresso.

Con l’arrivo dei Promoter – che hanno investito importanti capitali nei campionati MotoGP e SBK – questa situazione ha subito un brusco cambiamento. La DORNA ha inizialmente ritenuto di poter adeguare i regolamenti tecnici favorendo la partecipazione diretta dei Costruttori, mediante la creazione dell’MSMA (Motorcycle Sports Manufacturers Association). L’MSMA ha però sostanzialmente tradito le aspettative di Espeleta: invece che racchiudere la somma delle conoscenze tecniche, si è dimostrata un’arena dove sono emerse le abilità politiche dei vari responsabili dei reparti corse, con ottiche poco lungimiranti, volte principalmente all’ottenimento di vantaggi immediati.

Per svincolarsi da questa situazione la DORNA ha preferito rinforzare il proprio apparato tecnico, mettendo a capo un esperto ingegnere (Corrado Cecchinelli) con il risultato di un sempre più marcato dirigismo tecnico. Ormai DORNA legifera su tutto, con l’ottica di ottenere moto sempre più uguali nelle prestazioni. L’evoluzione tecnica delle moto è vista come un disturbo ed un nemico dello spettacolo: ai fini dell’audience televisiva per il Promoter è importante avere il maggior numero di moto in una singola inquadratura televisiva e quindi si legifera per bloccare l’inventiva dei progettisti e limitare i balzi in avanti della tecnica motociclistica. E’ una scelta comprensiva dal punto di vista commerciale, ma lo è anche dal punto di vista sportivo?

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