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Ducati, i lavoratori di Borgo Panigale chiedono di restare con Volkswagen 

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La possibile cessione della Ducati, che sembra molto prossima e verrà probabilmente annunciata entro l’EICMA, preoccupa moltissimo i lavoratori in fabbrica

Le sigle sindacali dei metalmeccanici hanno manifestato le proprie preoccupazioni riguardo la vendita di Ducati e la conseguente uscita di scena del colosso Audi-Volkswagen. Questa operazione potrebbe, secondo i sindacati, mettere in crisi lavoratori, azienda e territorio. Le preoccupazioni sono state affidate ad una lettera aperta che ripubblichiamo: «Seguiamo con attenzione e preoccupazione le notizie, più o meno verificate. Riteniamo, ognuno per il proprio grado di responsabilità, che un’eventuale fuoriuscita di Ducati dal Gruppo Audi-Volkswagen potrebbe rappresentare un elemento di criticità non solo per i lavoratori e le lavoratrici dell’azienda, ma anche per il territorio. In Ducati, dopo l’ingresso nel Gruppo nel 2012, si è infatti raggiunto un accordo aziendale che è stato valutato come una delle più avanzate esperienze contrattuali a livello nazionale».

Il rapporto tra le sigle sindacali e Volkswagen sono stati ottimi durante questi anni, portando ad un livello di soddisfazione per il lavoratore e di benessere sul luogo di lavoro che ha stabilito nuovi standard per l’azienda bolognese. Tutti questi successi vengono sottolineati dalle sigle nella lettera: «Negli ultimi anni, inoltre, si è svolta una intensa attività contrattuale che ha portato anche alla realizzazione, insieme ad Automobili Lamborghini, del progetto Desi, una prima modalità di sperimentazione del rapporto tra scuola e mondo del lavoro che è stato assunto come modello di riferimento a livello regionale. Si può certamente fare di più e meglio».

Assieme al Gruppo sono stati raggiunti traguardi molto importanti per Ducati: «Pensiamo che sia necessario lavorare, confermando in tal senso le nostre disponibilità, nel cercare di portare una maggiore integrazione di Ducati nel Gruppo Audi e Volkswagen, rafforzando tutte le sinergie possibili con le altre aziende del gruppo in Italia, a partire da Automobili Lamborghini. Tuttavia l’incertezza e la non chiarezza sulle trattative in corso crea tensioni e preoccupazioni tra le persone, perché entrare in un gruppo industriale così strutturato che ha tra i suoi nodi cardine una pianificazione industriale a lungo termine, il benessere dei lavoratori e relazioni aziendali e sindacali sane e fondate sui principi della partecipazione rappresenta un cambio culturale che da 5 anni ha creato stabilità e aspettative per il futuro.

La volontà è quella di offrire il massimo sostegno per far desistere Volkswagen dai propositi di vendita, sottolineando quanto in realtà l’operazione possa rappresentare un potenziale rischio anche per l’immagine del Gruppo in Italia ed Europa: «Non comprendiamo la ragione di una cessione di Ducati, poiché non sarebbe sicuramente un’azione in grado di risolvere i problemi che il Gruppo sta attraversando come conseguenza del cosiddetto “dieselgate”, ma siamo invece convinti che contribuirebbe solo a danneggiare l’immagine di Audi e di Volkswagen nel nostro Paese, con possibili conseguenti ricadute sulle altre aziende italiane del gruppo, e rischierebbe altresì di rappresentare una battuta di arresto per i processi di sviluppo in corso e di sperimentazione di avanzate relazioni industriali. E non ne vediamo alcuna ragione».

La vendita di Ducati non tocca solo il cuore e la sensibilità degli appassionati, preoccupati che un eventuale compratore non sia in grado di proseguirne la storia e rispettarne in DNA. Questa vendita, rappresenta anche una grande preoccupazione per chi in Ducati ci lavora, per chi si è impegnato per contribuire a creare quello che oggi è riconosciuto come un Brand di altissimo profilo a livello mondiale e rischia di vedere mortificato questo lavoro, se un eventuale compratore non dovesse essere in grado di continuare sulla strada cinque anni fa che ha portato ai risultati di oggi.

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